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Sto leggendo: "La speranza indiana" - Federico Rampini

Sto ascoltando: "Patrun' e sott" - Fido Guido

 

Non aver paura!

"...one day my dreams will be reality..."


"Questo messaggio lo dedichiamo ai folli. A tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Potete citarli. Essere in disaccordo con loro. Potete glorificarli o denigrarli, ma l'unica cosa che non potete fare è ignorarli. Perchè riescono a cambiare le cose. E mentre qualcuno potrebbe definirli folli, bisogna vederne il genio. Perchè solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero".
              Mahatma Gandhi



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9 luglio 2008

CHI MI HA COLPITO (9)

"Quando la maggioranza sostiene di avere sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora la democrazia è in pericolo".

                                                                    Umberto Eco




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21 giugno 2008

CHI MI HA COLPITO (8)

                                                      LA LEGGE DELL'ORTICA
                                                                        aka
                                             "IO E TE CONCIMEREMO IL MONDO"

C'era una volta, tanto e tanto tempo fa, uno scrittore attempato di nessun successo. Viveva una vita grigia, fatta solo di sfumature, senza che il suo grigiore si avvicinasse mai al bianco né al nero. Grigio e basta.
Ormai assuefatto al suo grigiore, lo scrittore attempato di nessun successo decise di dare alle stampe un libro che parlasse di amori adolescenziali tra ragazze romantiche e bulletti rissosi. Essendo questa una fiaba, non ci è dato sapere del perchè di questa scelta. Ed essendo questa una fiaba, e non un racconto realistico, il libro, scritto con un linguaggio sciatto e poco letterario, diventò un bestseller.
Di più: il successo del libro fu immediato, talmente immediato da non permettere allo scrittore attempato di nessun successo di adeguarsi al suo nuovo status di scrittore attempato di successo.
La fama lo regalò al mondo con la faccia e il fisico di un autore attempato, la pancetta e la pelata in bella evidenza, e con un'improbabile voce nasale, come un Eros Ramazzotti affetto da sinusite.
Ma il potere delle sue parole offuscò persino il suo aspetto. Centinaia di adolescenti, infatti, vi si riconobbero e fecero dello scrittore attempato di successo un'icona letteraria giovanile. Un idolo. Come un quadro coloratissimo di Andy Warhol che, invece di ritrarre Liza Minnelli e Marilyn Monroe, ci mostrasse Orietta Berti. Il clamore suscitato dal libro sfociò inevitabilmente in un lungometraggio cinematografico che ne amplificò l'eco.
La storia è un classico: le, brava ragazza, si innamora di lui, teppistello, e vive una storia d'amore tormentata. Il momento più alto del film è segnato da una frase che il teppistello, capelli spettinati e occhi cerulei, scrive su di un ponte per farsi perdonare dalla ragazza dopo uno degli innumerevoli litigi. La ragazza che abitualmente passa sotto il ponte vi trova così la scritta: "IO E TE CONCIMEREMO IL MONDO". La ragazza capisce subito che la frase bombolettata dalla sua turbolenta metà è in realtà una romantica metafora che pone la loro storia d'amore come rimedio per un mondo arido e infruttifero. Metafora forte, quasi al limite del volgare, ma pur sempre metafora, pensa la ragazza.
Del resto il teppistello, in quanto tale, non può non far riferimento al suo mondo di provenienza, quello duro della strada. Si sbaglia. Su tutti i fronti. Il teppistello non ha affatto alle spalle una vita di strada, ma di campo: contadino figlio di contadini. La verità si manifesta alla maniera più diretta di lì a poco. Durante una passeggiata il teppistello la porta sul medesimo ponte, dove vai a sapere perchè qualche invasato ha preso a incatenare lucchetti a un lampione, e proprio di fronte al lampione allucchettato ininzia a "concimare" in modo per nulla metaforico.
Lei osserva il suo tenero amore con le braghe calate e la faccia contratta nello sforzo e si unisce al rito propiziatorio. Dopo aver concimato i due vanno via, mano nella mano, percorrendo la strada dell'amore.Questo gesto nel libro, ma soprattutto nel film, diventa di chiara presa per tutto il pubblico adolescente. La città a cui il libro è ispirata diventa meta di innamorati che per sigillare la propria storia si calano le braghe sotto il famigerato lampione.
"Lucchetti e cagate" intitolano le copertine dei principali magazine nazionali. In poco tempo il ponte diventa una cloaca a cielo aperto. I cittadini, per nulla disgustati e anzi orgogliosidel ruolo romantico della loro città, si lasciano trasportare dai buoni sentimenti e invece di rimuovere le tonnellate di giovane letame ne aggiungono altro, per buon auspicio.
"L'amore non ha mai fatto male a nessuno", chiosa il solito politico tirato per la giacchetta da qualche giornalista in cerca di scoop.
E' questione di giorni e il ponte diventa impraticabile. Questo, però, non ferma il pellegrinaggio brufoloso delle coppiette che, non trovando spazio sul ponte, iniziano a concimare tutta la città perchè l'amora trionfi.
A trionfare, invece, saranno itopi di fogna e le malattie di vario genere che si propagheranno con la stessa velocità del libro che le ha generate. Nemmeno la Nera Mietitrice riuscirà a convincere la popolazione che quella cacca porterà allo sterminio più che all'idillio e nessuno interverrà per spazzare via le feci, né le ASL, né i politici, tutti infatuati dal talento dello scrittore attempato, da tutti ormai considerato giovanissimo, tutti presi da questa rivoltante riscoperta dei buoni sentimenti.
Il giovin scrittore, ormai di imperituro successo, da parte sua non dovrà neanche cambiare più di tanto il guardaroba, visto che grigio e marron, lo dice ancge Lina Sotis, vanno bene insieme.
Il pianeta Terra vivrà nella cacca e nell'amore, due mondi che molto spesso vanno a braccetto.

                                                                                                   CAPAREZZA




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15 giugno 2008

CHI MI HA COLPITO (7)

Ieri sfogliavo alcuni miei taccuini delle superiori e mi è capitato di rileggere il pezzo che segue, che io avevo ricopiato dalla Smemoranda di una mia amica.
Ricordo che allora mi aveva colpito tantissimo.
Nel rileggerlo oggi, a distanza di qualche anno, mi ha colpito di nuovo e mi ha sorpreso per quanto sia tragicomicamente (si può dire?) attuale.

                                                             MIO FRATELLO
                                       (Giuseppe Culicchia - Smemoranda 2003)

Seduto a una fermata d’autobus, guardo la scritta tracciata con la vernice a spray sul muro dell’edificio dall’altra parte della strada, e chissà perché penso a mio fratello. La scritta è un po’ sbilenca. L’anonimo imbrattatore, è comprensibile, doveva avere fretta. Mio fratello no, lui non ha mai avuto fretta. Mio fratello ha sempre dimostrato un grande tempismo. Mio fratello ha sempre fatto le cose giuste al tempo giusto. Mio fratello. Volergli bene gli voglio bene, in fondo è mio fratello. Però non lo sopporto. Mio fratello.
Mio fratello: con i sandali ai piedi e i pantaloni a zampa d’elefante, partecipa all’occupazione del suo ateneo nei primi anni Settanta. Nel 1973 entra in Lotta Continua. Nel 1974 si laurea in sociologia con una tesi sull’attualità delle teorie rivoluzionarie riguardanti la guerra di guerriglia all’interno di un contesto industriale urbano politicizzato. Nel 1975 viene fermato dalla polizia nel corso di una manifestazione non autorizzata, nel corso della quale insieme ad altri dimostranti spacca alcune vetrine rivendicando il diritto all’esproprio proletario, e successivamente rilasciato. Nel 1976 si mette insieme a una ragazza del movimento. Nel 1977 lei rimane incinta. Lui lì per lì medita di lasciarla. Lei però subito dopo rimane uccisa da una pallottola sparata dalle forze dell’ordine durante gli scontri seguiti a un corteo antifascista. Nel 1978 mio fratello diventa Hare Krishna. Nel 1979 conosce una ragazza Hare Krishna figlia di un imprenditore molto noto nel ramo dell’edilizia. Nel 1980 convince la figlia dell’imprenditore a lasciare con lui gli Hare Krishna e la sposa. Nel 1981 il padre di lei lo fa entrare in azienda. Nel 1982 diventa il braccio destro del suocero. Nel 1983 si occupa dell’edificazione di un villaggio turistico abusivo sulla costa meridionale della Sardegna. Nel 1984 apre un secondo villaggio turistico abusivo sulla costa settentrionale della Sardegna. Nel 1985 apre due villaggi turistici abusivi: uno sulla costa orientale della Sardegna, uno sulla costa occidentale. Nel 1986, in seguito al successo ottenuto dai villaggi turistici abusivi costruiti sulle coste della Sardegna, comincia a costruire villaggi turistici abusivi in Puglia. Nel 1987 in Campania. Nel 1988 in Calabria.
A partire dal 1989, costruisce villaggi turistici abusivi in Sicilia. Nel 1990, è la volta delle isole Eolie e del parto gemellare di sua moglie. Nel 1991 delle Tremiti, Capri e Lampedusa. Nel 1992 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono indagati per corruzione di funzionari pubblici, violazione delle leggi in materia di edilizia e di quelle sulla tutela del patrimonio ambientale. Nel 1993 mio fratello medita di buttarsi in politica. Nel 1994 si butta in politica e viene eletto in Parlamento. Nel 1995 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono condannati in primo grado e fanno appello. Nel 1996 mio fratello cambia schieramento politico così come tutti i parlamentari del suo partito. Nel 1997 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono condannati anche in appello e fanno ricorso in Cassazione. Nel 1997 mio fratello lascia il partito e si iscrive al gruppo misto della Camera. Nel 1998 sua moglie se ne va con le bambine. Nel 1999 mio fratello lascia il gruppo misto, entra in un altro partito e torna allo schieramento politico tra le cui fila era stato eletto. Nel 2000 il suocero di mio fratello e mio fratello vengono assolti dalla Cassazione per non aver commesso il fatto. Nel 2001 mio fratello è ancora mio fratello. E nel 2002 pure.
Seduto alla fermata d’autobus, rileggo la scritta tracciata con la vernice a spray sul muro dell’edificio dall’altra parte della strada. IMMIGRATI VI PREGO NON LASCIATECI SOLI CON GLI ITALIANI! L’autobus arriva. Si ferma. Lo prendo? Non lo prendo. Riparte. Mi alzo, attraverso la strada e raggiungo il muro dell’edificio. A biro, sotto la scritta tracciata con la vernice a spray, aggiungo: E IN PARTICOLARE SE POTETE NON CON MIO FRATELLO!

Nota dell’autore: la scritta sul muro è vera ma si trova a Venezia, quindi l’autobus e la fermata sono opera di fantasia. Fratelli per fortuna non ne ho.


 




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4 maggio 2008

CHI MI HA COLPITO (6)

"....raccogliere anche la più piccola zolla della montagna di miseria che è nel mondo e applicarci con tutto il cuore per farla scomparire, non lasciandoci distrarre da nient'altro. Fatto questo, è come se avessimo sollevato tutta la montagna".

                                                                        Mahatma Gandhi
                                                                         "L'arte di vivere"




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1 aprile 2008

CHI MI HA COLPITO (5)

"...Io so e ho le prove.Io so come hanno origine le economie e dove prendono l'odore. L'odore dell'affermazione e della vittoria. Io so cosa trasuda il profitto. Io so. E la verità della parola non fa prigionieri perchè tutto divora e di tutto fa prova. E non deve trascinare controprove e imbastire istruttorie. Osserva, soppesa, guarda, ascolta. Sa. Non condanna in nessun gabbio e i testimoni non ritrattano. Nessuno si pente. Io so e ho le prove. Io so dove le pagine dei manuali di economia si dileguano mutando i loro frattali in materia, cose, ferro, tempo e contratti. Io so. Le prove non sono nascoste in nessuna pen-drive celata in buche sotto terra. Non ho video compromettenti in garage nascosti in accessibili paesi di montagna. Né possiedo documenti ciclostilati dei servizi segreti. Le prove sono inconfutabili perchè parziali, riprese con le iridi, raccontate con le parole e temprate con le emozioni rimbalzate su ferri e legni. Io vedo, trasento, guardo, parlo, e così testimonio, brutta parola che ancora può valere quando sussurra: è falso, all'orecchio di chi ascolta le cantilene a rima baciata dei meccanismi di potere. La verità è parziale, in fondo se fosse riducibile a formula oggettiva sarebbe chimica. Io so e ho le prove. E quindi racconto. Di queste verità."

                                                                                                    Roberto Saviano
                                                                                             in "Gomorra" - pagina234




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15 marzo 2008

CHI MI HA COLPITO (4)

"Finirai per trovarla la Via... se prima hai il coraggio di perderti".

                                                 Tiziano Terzani




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7 marzo 2008

CHI MI HA COLPITO (3)

ALLEGRIA, LE SPERANZE VENGONO VIA GRATIS
Tu puoi morire sul lavoro
Puoi anche morire di lavoro
E puoi morire senza lavoro
Certo qualcuno dirà è inammissibile
Sai che hai tre settimane col tuo salario
Tre anche a dieta. Sai che respiri cancro
E altri tumori c'è scelta
Sai giovane precario magari laureato
Che farai l'amore a casa dei tuoi
O a casa dei suoi oppure ospite di amici
A casa tua domani domani domani
E non avrai pensione e che il tuo dio
Riguardi la tua salute
Ma siamo un paese allegro
Qui da noi la speranza ride
Infinite sono le parole per dire futuro
Come si fa a non essere ottimisti
Le speranze vengono via gratis
Anche quando aumenta il pane
Preziose le verdure e la frutta
Certo si può vivere di poco
Certo si può vivere con meno
Certo si può morire con niente
Ma siamo il paese allegro
Possiamo fare figli Dio lo vuole
Infinite sono le parole per dire vita
Per quanto infame o morta essa sia
Come si può non credere
Ai partiti solerti ai potenti
Così pieni di nuovi futuri
"Dateci il voto per farli immanenti"
Ronzio suadente di voci uguali
Inquinanti più della diossina
Chi muore ha il privilegio del silenzio
E infine è soltanto un neanche voto
Ma è sempre allegro questo paese
Ci si piscia addosso sul lavoro
Perchè costretti e poi malmenati
Se si protesta o se si denuncia
Si può morire dentro umiliati
Eppure dovremmo ricordare
Che volendo essere cittadini
Si prese la via della montagna
Non turisti in cerca di aria pura
Ma coscienti e armati di ragione
Che ci diceva: lotta, lotta dura
Ma la memoria anche questa mia
E' buona per scampare in allegria.
E così sia.

                                                            Ivan Della Mea




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24 febbraio 2008

CHI MI HA COLPITO (2)

"...la via ad un socialismo nuovo, non più utopico e romantico, non più evangelico e filantropico, ma da stato di necessità. Un socialismo obbligatorio che s'imporrà per la sopravvivenza, perchè il mondo ha dei limiti, perchè non ha più posto per tutti i desideri e tutti i soprusi. Il libero mercato sta portandoci alla rovina. Al suo posto il socialismo della soparavvivenza arriverà, speriamo, al mercato possibile. Mettendo fine al mercato libero dell'autodistruzione, degli sprechi, dei furti, per passare al mercato ragionevole dei consumi compatibili con le risorse, del benessere esente dagli sprechi e dalle competizioni insensate. E alla rinuncia a una cultura di stampo militare, fatta di continue conquiste e continui riarmi."

                                                                                            Giorgio Bocca
                                                                           "Un nuovo socialismo" in l'antitaliano
                                                                             de l'espresso del 21 febbraio 2008

Per leggere l'intero articolo: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Un-nuovo-socialismo/1989547




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8 gennaio 2008

CHI MI HA COLPITO (1)

"Ideologicamente, sono favorevole all'utilizzo dei software open source. Questi non sono peggiori dei software di proprietà. Essendo una Università pubblica, anche in una logica di maggiore accesso dello studente agli strumenti didattici, oltre che di riduzione degli sprechi, dobbiamo sotenere l'utilizzo dei programmi open source nei nostri corsi".
                                                                  
                                                          Il mio professore di statistica




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